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29 - مايو - 2017

 

Fogli innamorati - edizione 2010Fogli innamorati - edizione 2010

Fogli Innamorati

Traduzione di Reddad Cherrati
Prefazione di Giacomo Trinci

Leonida Edizioni : 2010


 

Poesia
  • La conchiglia dell’anima é straripata
    tra me e l’inchiostro
    si estende un mare di doglie
    come posso essere libera
    e la vela del cuore
    non é altro che un foglio
    Sparpagliato
    dal vento
    nel lembo della notte mi inciampo
    dalle lettere del corpo tesso un vestito
    per poter protegermi
    dal tuo vento
    Ostella svanita !
    Tutti i sentieri dell’anima
    portano a te

    Ogni volta che apro una finestra
    mi abbandonano le strade

    Ostella disattente !
    A te l’invasione del mio sangue.
    Ote ! torni
    come una isola lontana
    alla costa dei sogni
    come se tu fossi una conchiglia
    e come una onda
    spezzati sulle fessure del cuore
    nuda
    come una vela
    che giace con il vento
    Da te sono venuto
    con anima trasparente
    mani nudi
    coprimi con le ciglia !

    Quando mi innamoro
    divento un neonato
    che abbraccia l’universo
    in due seni


    O donna
    atterrita!

    Estendo al vento
    le mie ali
    per abbracciare
    le tue nuvole

    Dammi una ragione che mi protegge
    dalle fughe
    del cuore

    Prestami
    una mamo
    per porter allontanarmi dagli itinerari
    che portano al diabete in te

    O donna
    Amara!
    coin occhi visionari
    sogno
    reprimo il mio ardente desiderio
    che si accende verso il tuo nodo dello seduzione
    nella piena oscurita

    Con passi leggeri
    cerco di raggiungere la tua segreta anima
    forse incontrero’ qualcuno
    che ti rivelerà la mia tortura

    Dove lo nascondi
    dove svanisce la mia ombra
    quando ti raggungerà ?

    Nell’oscurità della folla
    sparpaglio i passi alla ceca
    come un bambino che impara a camminare
    mi inciampo e cerco un petto
    che raccoglie il mio fragore.

    Quant’é ardente in te
    la mia accensione
    quando cerco un rifugio
    per il mio sogno

    Togliero’ il talismano del tuo amore
    dal mio collo
    e gettero’ nel mare
    tutte le mie poesie
    faro’ le mie abluzioni


    Con le sette onde
    e sgozzero’ un gallo per il quarto
    o mia signora !
    sciogliero’ la maggia delle stelle
    e liberero’ le ombre delle vigne

    Scendero’
    per raggiungere
    la fonte dei miei rimorsi
    per piangere la mia guarigione

    Tonasti da me
    apristi le mie tende
    I raggi del sole
    ricominciarono di nuovo
    a tessere sul moi cuscino
    un fazzoletto
    dei fiori selvaggi

    Le spine mi avvertirono
    di un mento che trascuravi

    Non importa
    nuotero’ nei tuoi occhi

    O donna !
    sono esperto della sconfitta
    mai mi affligge essere stramazzato inte
    la tua bocca
    e una dolce battaglia

    Partisti
    e il tuo profumo impregno’ il luogo

    Come posso sfuggire da quest’odore
    mentre i miei respiri colmavano i tuoi

    Partisti
    il caldo del divano
    e l’ombra del divano
    mi chiedevano di te
    mentre la tazza del caffé invocava ubriaca
    le tue labbra

    Quando ti abbandono
    ti trovo nei miei abissi
    come se tu fossi una barca di salvezza
    con cui traversero’ il vuoto
    in attesa del ritorno del senso al senso
    nella tua presenza

    Distolgo lo sguardo dal sole
    sotto cui peso
    invoco il fantasma
    di una poesia
    per una donna
    nella piena assenza

    Assaporisco con amarezza il mio caffé
    tra le righe di un giornale
    cerco una notizia
    che accende il mio stupore

    Monto sul lento giorno
    mi trattiene un canto fuggevole
    mi perseguita un sogno
    passo su un incontro che ci ha ruinito
    per il pianto
    cerco’ di convincermi un bacio

    La sera
    mi avvolgo nell’oscurità dei tuoi occhi
    e sogno la luna


    La tua assenza mi raggiunge
    con una conzone di Abdelwaheb
    ripetevo :
    « no,mon sono io che piange »
    mi sfido’ una lacrima

    Sul pendio
    di quella montagna
    spunta tra i piccoli alberi della nostalgia
    un fumo
    O te !
    su di te tutta la mia disgrazia

    Lo sgorgare di un fiume mesto
    mi disturba il sibilo di un salice dormiente
    picchia sul timpano del mio orecchio

    Non sento altro che l’urlo
    un’ altra mattina
    chiede scusa
    spunta senza il fascino dei tuoi occhi
    come se fosse l’impossibile.

    Si spengono le fiamme del cielo
    su un giormo foggiasco
    mi colma il sapore dei ceneri

    Sul mio petto
    sbiadiva la tua bianca camicia
    e ardeva il buio dell’attesa

    Imploro una penna di fuoco
    affinché ti versi il vento

    Mi avvolge la vertigine
    quando l’occhio del sole

    Nel petto delle onde
    getto il mio sguardo
    affinché folgori il segreto
    e nuoti
    verso te
    la rivelazione Quant’é amara
    la solitudine della nave !

    Quant’é violenta questa vastità

    Ote !
    quant’é ardente
    la mia brama verso te

    Ogni volta che il mio cuore
    batte di gioia
    scende la tristezza
    che mi affascina
    mi incanta
    come il tramonto

    Spunta la notte
    caccia via la speranza dell’incontro
    con la luna
    dal bucco dell’anima
    medito sull’immagine di una nuvola esultante
    che traversa il cielo
    là dove l’acqua si allontana
    là dove il cuscino si distanzia
  • Spunta la notte
    caccia via la spenranza dell’incontro
    con la luna

    Spunta la notte
    colma di noia
    l’orizzonte bagnato
    e chiude le finestre dell’aria
    impregnata con il profumo dei baci

    Scrivo
    cio che non ho letto ancora
    del tuo corpo
    sulla carta della nostalgia
    aspettando il primo
    respiro dell’alba

    Sei l’unica
    che ha potuto rappresentare
    tutte le donne che ho amato
    che ho sognato
    Calpistare con il loro alto taccone
    i miei capricci

    O te!
    O unica!
    Oprofumo!

    Che roachiude l’odore delle rose
    o estratto di mille grappoli !

    Ti sei seduta sul trono
    delle mie ferite
    e hai dissetato
    l’estate
    delle mie sere

    Ho una sete ardente
    se tu potessi sgorgare
    nei pori dell’anima

    Come acqua pura
    mi prosternero’ devoto
    faccio parte di un popolo
    che venera
    le gocce

    I l tuo profumo
    giace sotto la coperta
    e sul bordo del letto
    si sdraiano le tue niniature
    che mi proteggono
    nella tua assenza
    della seduzione del sonno

    Su dite ha « diritti »
    non ho altro che imiei battiti
    o mia signora !
    Non mi ammazzeresti
    se tu trovassi all’improvviso
    sotto il tuo letto
    le mie pulsazioni


    O mia signora !
    Sin da quando ho esperimentato
    che la tua notte é selvaggia
    non ho cessato di suonare
    sulle corde delle stelle
    di ballare con la luna

    Ogni volta che il cuore si annoia
    delle oscurità delle nottate
    ogni volta che le palpebre si stancavano
    di tanto spiare il folgore
    arredo il buio
    con il biancore del cuore
    e accendo nell’alba il desiderio
    della vicinanza dell’ncontro


    Margotti che crescono nella mia ombra
    eri per me
    con le ciglia pettino la terra
    e l’annaffio con il mio ardore

    E vero che ti tiranneggio
    quando respingo un vento
    che svelo’
    la tua frutta ?

    I l vento dei miei urli
    Scuotera’ i tuoi alberi sordi
    e sotto la mia ombra tremera’
    il tuo ramo selvaggio

    Cadra’ l’éco
    quando faccio crollare nell’oblio
    I resti
    di foglie
    vergini


    La vide nei tuoi occhi
    mentre faceva le sue abluzioni
    mentre svuotavamo
    un bicchiere dopo l’altro
    mentre festeggiavamo il ritorno della pioggia

    Mi hai avvertito
    dai frammenti di un bicchiere
    che cadde dalla mia mano

    Non ti preoccupi
    si é seccato il sangue delle vene

    Le valigie del cuore sono preparate
    O te !non stendere un sorriso incapace di dissipare un incontro che ha il sapore di un abbandono

    Mai mi vincerà
    questo meriggio
    visto che ho un appuntamento con la luna


    Le valigie del cuore sono preparate
    Ote ! non stendere un sorriso
    Incapace di dissipare un incontro
    Che ha il sapore di un abbandono

    Mai mi vincerà
    Questo meriggio
    Visto che ho un appuntamento con la luna

    Quando litigo con l’ascurità dei tuoi occhi
    Litiga com me il cielo
    Mi ammazza la mia ombra
    E mi odia il folgore

    Se avessi svelato
    La fessura degli acchi,
    Sarebbero stupiti
    Dall’asprezza
    Della mia pazienza

    Ogni volta che cerco
    Un rifugio per il moi sogno
    Strappi il sonno da sotto le palpebre

    Una lagrima piliva
    Iresti, di un sonno
    E l’insonnia festeggerà la mia notte con il biancore

    Cosa succederà
    Se il cuore della notte
    Sarà piu delicato
    Del cuore della mia amante ?

    Corse dietroun sogno
    Che mi aflisse e mi abbroccio
    Quendo obccio l’alba
    Dopo l’ardore di un piacere
    Non diedi importanza al suo abbraccio


    Nelle pieghe del cuore
    Porto il tuo tatuaggio
    Comme si spegne l’ardore
    Di colui che masce
    Con orgni pulsazione ?

    Se una delle mie parti si allontanasse
    Una altra aspirebbe al punzecehiare delle ago
    Ogni volt ache accorezzava il tatuaggio

    Ribelle
    Era il moi cuore
    E continua a essere incapace
    Di durre lezioni

    Se la poesia fosse capace di aprire
    Come il tuo amore
    Un abisso nell oscurità
    Quante mualqat avrei bisogno
    Perpoter vincere questa apacità del buio ?

    Cosa succederebbe
    Se mi arrendessi a perseguitare
    Dentro me l’ombra del vuoto
    Che inghiottiva i resti
    Di una luce rimasta
    Dal tuo geloso caldo

    Cosa succederebbe
    Se mi arrendessi alla mia encapacità
    Di ardere il fuoco di un amore
    Che si spegne nella mia mano

    Se mi ritirassi
    Nella lavre dell’oblio

    Non é rimasto dal fascimo dell’inizio
    Che alcune lettere
    E un eco di una gioia
    Appesae ferita da del muro
    Null’altro che il rumore di un terreno
    Sul marciapiede della fine

    Camminai su una sabbia che accarezzà un giorno i suoi passe sui resti dei passi agonizzavano le onde
    E sul ritmo deisuoi ricordi
    Galleggiava il cuore

    O mia signora
    Siè dissipato il tuo fascino
    Mentre drntivo nostalgi
    Dei giorni in cui mettevo i muleti
    Che mi avvolgevano conifili d’aragno

    Nel letto della mia solitudine
    Pavoneggio addormentato
    Nel moi dubbio
    Nella mia debolezza
    Provo piacere

    Omia signora
    Cerco di lodare il tuo nome
    Nella mia preghiera

    Omia signora
    Siè dissipato il tuo fascino
    Mentre sentivo nostalgia
    Della mia morte

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